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Il mio intervento in Aula per la riforma del Codice degli Appalti

Il mio intervento in Aula per la riforma del Codice degli Appalti

Signor Presidente,

l’urgenza di sburocratizzare e semplificare la macchina dello Stato, correlata alla necessità di avviare politiche efficaci ed efficienti per sostenere la ripresa economica del Paese; oggi è ancor più importante a causa della crisi geopolitica conseguente alla guerra scoppiata alle porte dell’Europa.

Guerra che ha prodotto e continua ad alimentare una crisi energetica, economica e umanitaria di portata mondiale con conseguente aumento dei costi dell’energia e delle materie prime che si ripercuote su tutto il tessuto imprenditoriale e le famiglie italiane.

Lo scorso mese l’aumento dei prezzi di cibo ed energia ha spinto il tasso di inflazione in Italia verso il 6,8 percento, il livello più alto dall’ingresso nell’Euro (dal 1999) .

Il governo italiano, grazie anche all’aiuto di Forza Italia, sta applicando varie misure per mitigare l’inflazione: misure che vanno dai tagli ai prezzi del carburante ai bonus sociali e crediti d’imposta, per aiutare sia le imprese che le famiglie a basso reddito.

Oltre a queste misure il governo sta avviando una serie di riforme per semplificare, sburocratizzare la macchina dello Stato, per eliminare i numerosi colli di bottiglia che imbrigliano cittadini e imprese nella quotidianità del loro lavoro.

È proprio su quest’ultimo tema (semplificazione e sburocratizzazione) si inserisce il provvedimento in discussione quest’oggi in aula. Il disegno di legge in esame prevede una delega al Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore di questa legge delega, uno o più decreti legislativi relativi alla disciplina dei contratti pubblici.

Il provvedimento è stato approvato in prima lettura al Senato il 9 marzo scorso, dove grazie anche al contributo di Forza Italia sono state apportate numerose modifiche che hanno consentito di migliorare sensibilmente il testo iniziale licenziato dal Governo.

Oggi qui alla Camera è in seconda lettura e durante il percorso in Commissione Ambiente, sono state introdotte ulteriori diverse integrazioni e modifiche al testo approvato dal Senato.

Colgo l’occasione per ringraziare i colleghi della Commissione Ambiente, il vice Ministro Bellanova e tutti i funzionari della Commissione per il lavoro svolto nel brevissimo tempo avuto a disposizione per la discussione di un provvedimento così importante per regolamentare il mercato delle contrattazioni pubbliche.

Tra gli emendamenti approvati, 7 sono stati quelli di Forza Italia.

In Commissione Forza Italia ha votato a favore del provvedimento.

La finalità di questa delega è quella di riscrivere profondamente il vigente Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016), che in questi 6 anni ha dimostrato tutti i suoi limiti e ha contribuito ad appesantire fortemente e rendere farraginosa tutta la normativa in materia, rallentando tutto il settore dei lavori pubblici.

L’intervento normativo proposto ora dal Governo è quindi volto da una parte ad adeguare la normativa interna al diritto europeo ed evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate, e dall’altra è volto a ridurre drasticamente, semplificare e razionalizzare le norme in materia di contratti pubblici concernenti i lavori, i servizi e le forniture.

 

Questa di semplificare e riscrivere l’attuale Codice, è stata una richiesta che da sempre è stata avanzata in ogni occasione da Forza Italia.

 

 

Peraltro, questa riforma del codice Appalti rientra tra gli impegni assunti dal Governo con l’Europa attraverso il Piano nazionale di ricerca e resilienza (PNRR).

Nello stesso PNRR, infatti, si prevede una riforma complessiva del quadro legislativo in materia di contratti pubblici da completarsi entro giugno 2023.

Il disegno di legge delega prevede l’adozione di uno o più decreti legislativi attuativi, sulla base di alcuni principi e criteri direttivi:

Mi limito a citare qui le modifiche più importanti sostenute anche da Forza Italia. Tra queste c’è:

  • Il procedere alla revisione delle competenze dell’Autorità Nazionale Anticorruzione in materia di contratti pubblici con la finalità di rafforzarne le sole funzioni di vigilanza sul settore e di supporto alle stazioni appaltanti.

Una delle cause che ha creato confusione nel settore dei Contratti Pubblici dopo l’approvazione del D.Lgs 50/2016 (il codice dei contratti attualmente in vigore), è stata la produzione di numerose circolari (soft law) da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha modificato ripetutamente le regole del gioco creando incertezza negli operatori di mercato.

Ci auguriamo, come gruppo di Forza Italia, che vanga superato, una volta per tutte, il sistema delle soft law e si ritorni al sistema del Regolamento Unico, possibilmente uno per i lavori e uno dedicato ai servizi e forniture.

Criteri direttivi riguardano anche:

  • L’introduzione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara, negli avvisi e inviti, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi, da attuarsi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta.

Stabilendo che gli eventuali oneri derivanti dal suddetto meccanismo di revisione dei prezzi siano a valere sulle risorse disponibili per la stazione appaltante; nel corso dell’esame in sede referente, è stato introdotto un ulteriore obbligo di inserimento nei bandi delle stazioni appaltanti riguardante il costo da rinnovo dei CCNL (Contratto Collettivo Nazionale Lavoro) nazionali sottoscritti dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più̀ rappresentative sul piano nazionale.

Un ulteriore criterio riguarda:

  • La semplificazione delle procedure concernenti l’approvazione dei progetti di opere pubbliche anche attraverso lo snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti e la razionalizzazione della composizione e dell’attività del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; nel corso dell’esame in sede referente tale criterio di delega è stato modificato al fine di chiarire che la ridefinizione dei livelli di progettazione, quale strumento di semplificazione, deve necessariamente (e non eventualmente, come previsto dal testo approvato dal Senato) condurre a una riduzione di tali livelli.

Vorrei ricordare a quest’aula che la fase di progettazione e soprattutto di approvazione del progetto è la più lunga di tutto l’iter di realizzazione di un’opera pubblica. Si stima che in media per realizzare una grande opera in Italia ci vogliono in media 14 anni (Nel Sud oltre 20 anni).

La fase di progettazione e affidamento incide per oltre il 60% (9 anni su 14).

Senza una riduzione dei livelli di progettazione da 2 a 3 (oggi più facile da attuarsi grazie alla tecnologia BIM) e soprattutto senza una semplificazione e sburocratizzazione dell’iter di approvazione dei progetti, come la semplificazione nell’ottenimento di pareri Ministeriali e degli Enti locali, l’uso obbligatorio delle conferenze di servizio e soprattutto l’inserimento di tempistiche certe per l’ottenimento dei pareri, senza tutto ciò sarà difficile ridurre le tempistiche per la realizzazione delle opere pubbliche.

  • Bene anche l’aver indicato meccanismi di razionalizzazione e semplificazione delle forme di partenariato pubblico- privato, con l’obiettivo di rendere tali procedure maggiormente attrattive per gli investitori professionali e per gli operatori del mercato delle opere pubbliche.
  • Bene la rivisitazione del sistema di qualificazione degli operatori economici al fine di valorizzare i criteri relativi alle competenze tecniche e professionali, all’adeguatezza dell’attrezzatura tecnica e dell’organico, alle disposizioni relative alla prevenzione antimafia e alla tutela del lavoro.

Valutare nei criteri di selezione delle imprese anche la solidità economica, il sistema di qualificazione, le competenze tecnico professionali e la storia dell’impresa significa assegnare la realizzazione di un’opera pubblica sul merito oltre che sul prezzo.

  • Siamo d’accordo anche sull’introdurre dell’obbligo di sottoscrizione di apposite polizze assicurative di copertura dei rischi di natura professionale, con oneri a carico delle amministrazioni, nel caso di affidamento degli incarichi di progettazione a personale interno alle amministrazioni stesse.

Anche se su questo punto, Presidente, avremmo voluto introdurre un meccanismo per incentivare l’affidamento della progettazione esecutiva, per importi di lavori sopra determinate soglie, a professionalità esterne alla PA, mantenendo in house gli Studi di fattibilità tecnico economica o le progettazioni altamente specialistiche.

Questa soluzione avrebbe consentito di migliorare la qualità dei progetti e allo stesso tempo avrebbe accelerato la fase più importante e complicata dell’appalto, oltre a specializzare le PA sulle attività più conformi alla propria struttura che sono le attività di controllo e di collaudo tecnico e amministrativo delle opere pubbliche.

Una cosa che avevamo già evidenziato durante la discussione al Senato e che non ci aveva tanto convinto è quella riguardante il Consiglio di Stato. Su questo punto abbiamo apportato alcune modifiche, siamo riusciti a mitigare questo tecnicismo riportando la decisione ultima sui decreti legislativi al Parlamento attraverso le Commissioni Competenti.

Noi riteniamo che le decisioni le debba prendere la politica attraverso il Parlamento e il Governo e non la burocrazia, che è e deve rimanere un valido supporto.

Forza Italia voterà convintamente questo provvedimento perché rispecchia un punto di vista che portiamo avanti da oltre vent’anni.

Confidiamo, ora, che nei prossimi sei mesi, nei quali il Governo redigerà i testi, si mantenga un rapporto collaborativo e costruttivo con i due rami del Parlamento, cosa che sono certo avverrà; perché è nell’interesse di tutti noi e soprattutto di tutti gli italiani costruire un Codice dei Contratti Pubblici che possa dare risposte che i cittadini, le imprese e il Paese ci chiedono ormai da diversi anni.

Quindi, grazie a tutti e buon lavoro.

L’insensata roulette russa per l’economia pugliese

Gianluca Rospi (FI): "L'insensata roulette russa per l’economia pugliese"

La guerra in Ucraina non si ferma, con i colloqui bilaterali che stanno portando risultati poco concreti. Non c’è più tempo da perdere, bisogna arrivare a un cessate il fuoco perché è una carneficina inaccettabile e che fa arrivare i propri echi nefasti fino a noi. Oltre alle tragiche perdite di vite umane, bisogna considerare il prezzo che tutta Europa, fino alla nostra Puglia, sta pagando in termini economici.

 

Russi San Nicola

Grazie anche alla figura di San Nicola, i rapporti diplomatici ed economici con Mosca sono diventati negli ultimi anni molto solidi; basti pensare che Bari nel 2007 ha ospitato il vertice italo-russo (con la visita di Putin alla città), il primo di una lunga serie di incontri istituzionali che hanno avvicinato la Puglia alla Russia, con benefici in termini di turismo, economia e sviluppo di partnership nel campo sanitario. E pensare che solo pochi mesi fa, nell’imponente piazza dell’Hermitage a San Pietroburgo, quarantamila russi rimasero a bocca aperta davanti all’esibizione dell’Orchestra del teatro Petruzzelli.

Tutto cancellato con un colpo di spugna dall’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. I settori più colpiti dalla guerra (e dalle relative sanzioni) sono quelli dell’automotive e della meccatronica oltre che farmaceutica, moda e agroalimentare. Capitolo a parte meritano le ricadute negative nel settore turistico, di cui parleremo più avanti.

Rospi stampa 2022 1

Stando agli ultimi dati disponibili Istat e Ice (l’Agenzia per la promozione all’estero), nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni della Puglia verso la Russia erano in forte ripresa. Parliamo di oltre 52,7 milioni di euro, in crescita del 64,1% rispetto a dodici mesi prima. Nello specifico (dati Istat 2019), solo nel settore farmaceutico le aziende pugliesi inviavano a Mosca beni per 22 milioni di euro, mentre altri 10,5 milioni arrivano dall’esportazione di prodotti tessili e abbigliamento. Un altro settore produttivo pugliese con interessi importanti era quello dei macchinari, con 9,5 milioni di export. L’agroalimentare si era attestato a poco più di 4 milioni, anche se prima del 2014 viaggiava sui 12 milioni di euro. In ripresa erano anche le importazioni, che da gennaio a settembre segnavano oltre 341,1 milioni, con un aumento del 133,4 % sul medesimo periodo del 2020. Già, perché la nostra regione importava quantità di merci davvero consistenti sia da Russia che da Ucraina, parliamo di materie prime come ferro, antracite, grano, legnami e seminativi.

Anche se molto più ridotti, intrattenevamo interscambi commerciali anche con l’Ucraina: da gennaio a settembre 2021 abbiamo esportato prodotti per 10,9 milioni di euro. Più consistenti anche in questo caso i numeri delle importazioni, che segnavano 152 milioni di euro. Quella che stiamo vivendo in queste settimane, non è la prima crisi economica sull’asse Puglia-Russia-Ucraina. Fino al 2013 i valori avevano trend ascendenti, ma nel 2014 ci fu un brusco calo, dovuto alla crisi in Crimea, prodromica del conflitto in corso. Da allora una difficile e lenta ripresa di importazioni ed esportazioni, fino alla nuova inchiodata nel 2020 dovuta alla pandemia.

guerra russia ucraina kiev

Tra le realtà imprenditoriali in maggiore difficoltà i grandi gruppi pastai pugliesi, che stanno andando in sofferenza per i carichi di grano tenero che non transitano più attraverso i porti russi e ucraini. Da non sottovalutare nemmeno l’impennata dei costi di concimi e mangimi, che si riverbera nella filiera della carne, considerando che una buona parte di questi prodotti è di provenienza ucraina.

A questo grigio scenario economico, dobbiamo aggiungere il maggior costo delle materie prime importate e dell’energia, che potrebbe portare l’inflazione al 6% nel 2022, determinando minori consumi per quattro miliardi, stando a una stima Confesercenti. Insomma, sembra configurarsi all’orizzonte il peggiore scenario economico possibile da evitare in ogni modo, la stagflazione, con prezzi in ascesa e consumi in calo. D’altronde, i prezzi dei carburanti parlano chiaro, schizzati verso l’alto del 30% per il petrolio e di oltre il 50% per il gas. Bene ha fatto il Governo a sforbiciare per un mese le accise su carburanti e gpl, ma è un provvedimento tampone, ora occorre agire a livello europeo. Come Forza Italia, infatti, abbiamo chiesto un’interrogazione alla Commissione europea per inserire un’aliquota massima di accisa da applicare a ogni Stato membro, che avrebbe una positiva ricaduta anche sulle imprese pugliesi.

guerra ucraina, putin, russia, sanzioni, rublo

Occorre poi pensare a un nuovo piano di aiuti, un Recovery Fund bis per garantire un adeguato sostegno alle imprese già in difficoltà per la crisi pandemica e per alimentare la ripresa economica avviata a fine 2021; e poi lavorare per una maggiore integrazione europea innescando la nascita di un esercito europeo e una politica estera comune.

Dicevamo del capitolo turismo, soprattutto religioso: San Nicola è il santo più venerato in Russia e ogni anno migliaia di turisti arrivavano a Bari, tanto che Aeroporti di Puglia aveva persino attivato due collegamenti diversi con quel Paese per incentivarne il flusso. In questo solco era, inoltre, ben alimentato il dialogo ecumenico tra la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica. Gli scambi bilaterali in ambito religioso erano stati rafforzati nel 2003, quando proprio il presidente Putin aveva donato al capoluogo pugliese una statua di San Nicola, con una targa che ricordava i legami plurisecolari con Mosca. Legami, purtroppo, spezzati: Coldiretti Puglia ha analizzato i recenti flussi turistici dalla Russia, prevedendo oltre 100 mila presenze in meno nella nostra regione a causa della guerra. Una emorragia improvvisa che arresta l’interesse crescente nei confronti della Puglia da parte dei russi, testimoniato anche dalla crescita del 240% tra il 2017 e il 2018 delle ricerche del termine ‘Puglia’ in quella lingua, secondo le elaborazioni di Yandex, il principale motore di ricerca russo.

bilancio europeo

Dunque, accanto alla strage di innocenti e al dramma umanitario che osserva con apprensione e solidarietà ogni giorno, la Puglia dovrà presto affrontare gli effetti economici deleteri causati da questa insensata roulette russa.

Come risolvere tutto ciò? Oltre a lavorare per far cessare il fuoco, questa guerra ci ha fatto comprendere che è arrivato il momento degli Stati Uniti d’Europa; se tutti i suoi Paesi lavoreranno all’unisono con questo intento, in un mondo sempre più polarizzato tra USA, Russia e Cina, potremo lasciare alle future generazioni una Europa più influente a livello politico ed economico. Con sicuri benefici anche per Italia e Puglia.

Gianluca Rospi – Deputato di Forza Italia


Articolo pubblicato su affariitaliani.it
https://www.affaritaliani.it/puglia/gianluca-rospi-l-nsensata-roulette-russa-per-l-economia-pugliese-788583.html

 

Superbonus 110%, Rospi e D’Attis (FI): ‘Basta modifiche!’

Superbonus 110%, Rospi e D'Attis (FI): 'Basta modifiche!'
Un no forte e chiaro alle intenzioni del Governo di modificare, ancora, le norme del Superbonus arriva dai deputati pugliesi di Forza Italia Mauro D’Attis e Gianluca Rospi.

“La nuova modifica contenuta nella bozza del decreto ‘Sostegni ter’ che limiterebbe la cessione del credito a un solo passaggio dichiarano i due deputati – rischia di ridurre notevolmente l’interesse nei confronti del superbonus 110% che, solo in Puglia ha consentito oltre 5.000 interventi per quasi 850 milioni di valore; essa, inoltre, danneggerebbe i cittadini con i redditi più bassi, oltre ad aumentare l’incertezza e frenare gli investimenti nel settore edile. Le frodi non si fermano in questo modo. Così si penalizzano le tante imprese serie e soprattutto i tanti cittadini onesti”.

+Gianluca Rospi (2)

Le continue modifiche intervenute sul Superbonus hanno già limitato eccessivamente l’utilizzo di questa misura che, dal punto di vista ambientale a quello della sicurezza, del lavoro e dell’economia, è la più interessante degli ultimi anni.

“Ulteriori paletti burocratici, nonostante le intenzioni, non hanno risolto il problema delle frodi al contrario hanno penalizzato le persone oneste. Si cambi approccio – affermano D’Attis e Rospi – : si deve semplificare, si devono stabilire prezziari ufficiali, si devono responsabilizzare ulteriormente le parti: chi sbaglia paga, e paga tanto, chi è onesto, che possa essere incentivato a lavorare.”

D.Atts.Mauro8

“Poiché una eventuale modifica così impattante provocherà nell’immediato un blocco dei contratti – concludono D’Attis e Rospi – ci attiveremo insieme ai colleghi di Forza Italia, fin da subito per chiedere al Governo un passo indietro su questa misura,  che rende difficile per le imprese cedere i crediti e, di conseguenza, penalizzerà i cittadini con i redditi più bassi. Le frodi si combattono con regole chiare e pene certe e celeri per i furbi”.

Il Superbonus 110%: nel mese di dicembre, in Puglia, ha visto asseverati quasi 1.100 interventi per 184 milioni di euro. Si aprono sempre più cantieri di edilizia privata in Puglia: in particolare il superbonus 110% ha fatto registrare nel solo mese di dicembre ben 1.093 asseverazioni protocollate (portando il totale a 5.524 gli interventi, il 25% in più rispetto ai 4.431 del 30 novembre) per un valore di 184 milioni di euro, in aumento del 28% rispetto ai 658 di novembre, facendo raggiungere un valore totale di 842 milioni di euro (elaborazione Ance su dati Enea – Mise).

Nicola.Veronico

“Sebbene il 110% e gli altri bonus edilizi stiano dando ossigeno a un settore in crisi da un decennio – commenta Nicola Veronico, entrato di recente nel consiglio di amministrazione del Formedil – Ente unico nazionale per la formazione e la sicurezza in edilizia – c’è un rovescio della medaglia: stiamo purtroppo assistendo all’entrata nel comparto di tante imprese non adeguatamente qualificate che non affrontano il tema della sicurezza come si dovrebbe. Non è raro, infatti, vedere operai di una certa età su ponteggi malandati e privi delle più basilari misure di sicurezza. Su questo tema non possono esserci ambiguità: i morti sul lavoro sono una ferita inaccettabile per il Paese e per ognuno di noi. La sicurezza non può essere un optional, ma deve essere un diritto/dovere per tutti. Oggi siamo chiamati a tutelare le imprese organizzate e qualificate che lavorano in sicurezza per prevenire gli infortuni”.

Al nuovo ente, nato dalla recente fusione del Formedil col CNCPT su iniziativa delle parti sociali dell’edilizia e in cui Veronico è entrato come rappresentante di ANCE nazionale, sono affidate le funzioni di promozione, indirizzo e coordinamento su scala nazionale delle iniziative in tema di formazione, salute e sicurezza rivolte alle imprese e ai lavoratori del settore delle costruzioni, intraprese dagli Enti presenti a livello territoriale, in una logica di sistema.

Superbonus 110 cantiere

“Col PNRR – aggiunge Veronico, componente altresì della Commissione referente relazioni industriali e affari sociali ANCE, oltre che presidente del CPT Puglia Centrale – prevediamo l’apertura in Puglia di nuovi importanti cantieri; purtroppo, il settore sta affrontando questo improvviso picco di lavoro, sia nell’edilizia pubblica che in quella privata, con una grave criticità, la scarsità di manodopera e di figure professionali. Su questo le scuole edili del sistema Ance stanno facendo miracoli ma il gap tra domanda e offerta di lavoro è ancora alto”.

Altro tema da affrontare – conclude Veronico – è la riduzione del cuneo fiscale: ridurre il costo del lavoro in edilizia è necessario per contrastare il dumping contrattuale e favorire l’assunzione dei giovani”.

Il CPT Puglia Centrale è l’ente bilaterale delle costruzioni edili costituito da ANCE Bari e BAT e dalle organizzazioni sindacali territoriali di Feneal, Filca e Fillea per promuovere la sicurezza nei cantieri edili ed è l’ente abilitato per le province Bari e Bat all’emissione dell’attestato di asseverazione.

 

 

articolo originale su: https://www.affaritaliani.it/puglia/superbonus-110-rospi-attis–basta-modifiche-776234.html

Approvata in Commissione Trasporti la mia risoluzione per l’Alta Velocità sulla dorsale Adriatica

Rospi (FI) ‘Completare corridoio Adriatico della rete Ten-T’
Le dichiarazioni di Gianluca Rospi sull’approvazione in Commissione Trasporti della Camera, della risoluzione su Alta Velocità sulla dorsale Adriatica:

“Con l’impegno preso in Commissione il Governo si prepara ad intraprendere iniziative per completare il corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T sulla dorsale Adriatica. Questo significa un impegno concreto per portare l’Alta Velocità fino alla città di Lecce e inserire il porto di Brindisi tra le reti dei porti Core”.

Gianluca Rospi, deputato materano di Forza Italia, è primo firmatario della risoluzione che, dopo l’approvazione della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, alimenta lo sprint del Governo su questo grande progetto strategico in grado di rendere più vicini nord e sud del Paese.

“La dorsale adriatica della rete Ten-T, e quindi l’Alta Velocità e l’Alta Capacità per le merci – spiega Rospi – oggi si interrompe ad Ancona e riprende a Foggia, sulla direttrice Napoli-Bari, escludendo il porto di Brindisi e l’intero Salento: in un’ottica di sviluppo infrastrutturale complessivo del Mezzogiorno è necessario integrarla nella rinnovata direttrice Napoli – Bari; in tal modo, la realizzazione di un nuovo collegamento ad Alta Velocità e Alta Capacità da Ancona a Lecce permetterebbe di connettere i porti e le città della Puglia direttamente con l’Europa senza passare per l’intasato asse tirrenico Milano – Roma – Napoli – Reggio Calabria. Inoltre, esso consentirebbe di inserire il porto di Brindisi tra le reti dei porti ‘Core’, sostenendo lo sviluppo e l’attrattività dei porti pugliesi, oltre a garantire un collegamento più rapido e diretto tra l’Europa continentale e il Mediterraneo sull’asse Rotterdam – Suez”.

“Il completamento dell’Alta Velocità sulla linea Adriatica – aggiunge Rospi – si innesterebbe su una direttrice ferroviaria per la quale sono già previsti cinque miliardi di euro di investimenti per il raddoppio della tratta Termoli-Lesina e per la velocizzazione della linea da Bologna sino a Lecce; investimenti che, però, consentirebbero un risparmio di solo mezz’ora di viaggio tra Bologna e Lecce. Troppo poco se si pensa alla velocità dei collegamenti nel resto d’Europa. Con l’impegno preso dal Governo in commissione, Governo e Ferrovie dello Stato dovranno rivedere i progetti per la direttrice adriatica con l’obiettivo di realizzare nel prossimo futuro un collegamento più rapido e competitivo. Progetti fondamentali perché, è sempre bene ricordarlo, se cresce il Sud cresce tutta l’Italia”.

L’onorevole Gianluca Rospi, 42 anni, deputato di Forza Italia, è ingegnere, dottore di ricerca in architettura, costruzione e strutture. Autore e relatore del ‘Decreto Genova’, è stato in passato presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Matera.

Articolo a cura di affariitaliani.it
https://www.affaritaliani.it/puglia/rospi–completare-corridoio-adriatico-della-rete-ten-t-770637.html

Gianluca Rospi aderisce al gruppo Forza Italia

Il deputato Rospi passa da Coraggio Italia a Forza Italia

Il deputato Gianluca Rospi, eletto in Basilicata nel 2018 nelle liste del M5s, poi transitato alla Camera alla componente Cambiamo-Popolo Protagonista e successivamente passato al gruppo di Coraggio Italia, ha comunicato di aver aderito al gruppo di Fi. Lo ha reso noto in aula il presidente di turno, Andrea Mandelli.


Rospi: “Non sono mai stato del M5s”

“Non sono mai stato del Movimento 5 Stelle, sono stato candidato – su loro richiesta – come indipendente nel collegio uninominale di Matera-Melfi ed eletto con oltre 74.000 preferenze” racconta Rospi a Il Giornale. “Ho accettato la candidatura perché mi piaceva il progetto iniziale del M5s, che verteva sul rinnovamento della politica attraverso il contributo di professionalità della società civile. Sul piano squisitamente ideale e politico, essendo un cattolico di idee liberali, da giovane ho avuto come riferimenti la Democrazia Cristiana e, dopo la sua archiviazione, il Partito Popolare”, spiega sempre a Il Giornale. «Venuto meno il progetto democratico del M5S che si è trasformato in una oligarchia, e soprattutto a seguito dello spostamento del suo asse politico a sinistra, ho deciso, dopo l’approvazione del Decreto Genova cui ho lavorato e di cui sono stato relatore, di lasciare il gruppo per approdare nel misto”.

Infine il passaggio a Forza Italia, perché “oggi è l’unico vero partito di riferimento dell’area di centro moderato, europeista e liberale, perché rappresenta pienamente i valori liberali e popolari in cui credo, oltre al fatto fondamentale che è l’unico grande partito italiano a rappresentare il Ppe in Parlamento”.

Superbonus 110%: Governo modifichi norme e scadenze o sarà inutile

14 novembre 2021 – L’emanazione dell’ultimo decreto anti-frode sul 110% demanda a successivi decreti attuativi la regolamentazione delle asseverazioni utili per avviare la procedura di cessione del credito.
Decreti che potranno essere emanati soltanto dopo la conversazione in legge del Decreto e successivi passaggi burocratici.
Tutto questo rischia come sempre di penalizzare gli utenti finali cittadini e imprese.
Basta pensare all’iter temporale del 110 partendo dal D.L. 34/2020, vedendo il tempo trascorso per la sua conversione in legge 77/2020, i successivi decreti attuativi, le guide dell’Agenzia delle Entrate fino ad arrivare ai decreti “semplificazioni” che tutto hanno fatto fuorché rendere snello e comprensibile l’intero iter del 110%. Tanto che alla fine è stato addirittura inventato un nuovo modello edilizio “CILA superbonus” da affiancare ai modelli tradizionali.
Tutto questo per rendere operativa la misura dopo oltre un anno dalla sua emanazione.
Oggi a fronte di ulteriori modifiche si rischia di congelare la misura di cessione del credito, vera innovazione del 110, per almeno un anno, bloccando un settore, quello edile, motore trainante della crescita post pandemica grazie alla sua lunga filiera.
Con il Decreto Requisiti minimi, poi, (Decreto MiSE 6 agosto 2020) si è deciso (anche qui forse troppo frettolosamente) di utilizzare prezzari regionali dei lavori pubblici e prezzari DEI per la verifica di congruità dei costi. Adesso il nuovo Decreto anti-frode ha aggiunto per talune categorie di beni dei valori massimi che saranno stabiliti con un decreto del Ministro della transizione ecologica.
La domanda è semplice e penso se la staranno ponendo anche molte imprese: per un lavoro da appaltare oggi, tra 2 mesi (quando probabilmente il Decreto del MiTE sarà stato pubblicato) quale prezzario dovrò utilizzare per la verifica di congruità di questi “taluni beni” di cui ancora non conosciamo nulla?
Il rischio, anche qui molto concreto, è che si attenderà la pubblicazione di questo uleriore decreto prima di appaltare nuovi lavori ma, viste le scadenze imposte dal Governo, ciò significherà, purtroppo, che migliaia di cantieri potenziali non vedranno mai la luce,con le nefaste e purtroppo ovvie conseguenze immaginabili.
Nei prossimi giorni presenterò diversi atti parlamentari per sollecitare il governo ad accelerare nelle procedure burocratiche rivalutando anche la sua posizione, partendo dal principio di agevolare gli onesti cittadini e punire severamente chi non rispetta le regole o peggio frodi lo Stato gonfiando gli importi dei lavori.