Superbonus 110%: Governo modifichi norme e scadenze o sarà inutile

14 novembre 2021 – L’emanazione dell’ultimo decreto anti-frode sul 110% demanda a successivi decreti attuativi la regolamentazione delle asseverazioni utili per avviare la procedura di cessione del credito.
Decreti che potranno essere emanati soltanto dopo la conversazione in legge del Decreto e successivi passaggi burocratici.
Tutto questo rischia come sempre di penalizzare gli utenti finali cittadini e imprese.
Basta pensare all’iter temporale del 110 partendo dal D.L. 34/2020, vedendo il tempo trascorso per la sua conversione in legge 77/2020, i successivi decreti attuativi, le guide dell’Agenzia delle Entrate fino ad arrivare ai decreti “semplificazioni” che tutto hanno fatto fuorché rendere snello e comprensibile l’intero iter del 110%. Tanto che alla fine è stato addirittura inventato un nuovo modello edilizio “CILA superbonus” da affiancare ai modelli tradizionali.
Tutto questo per rendere operativa la misura dopo oltre un anno dalla sua emanazione.
Oggi a fronte di ulteriori modifiche si rischia di congelare la misura di cessione del credito, vera innovazione del 110, per almeno un anno, bloccando un settore, quello edile, motore trainante della crescita post pandemica grazie alla sua lunga filiera.
Con il Decreto Requisiti minimi, poi, (Decreto MiSE 6 agosto 2020) si è deciso (anche qui forse troppo frettolosamente) di utilizzare prezzari regionali dei lavori pubblici e prezzari DEI per la verifica di congruità dei costi. Adesso il nuovo Decreto anti-frode ha aggiunto per talune categorie di beni dei valori massimi che saranno stabiliti con un decreto del Ministro della transizione ecologica.
La domanda è semplice e penso se la staranno ponendo anche molte imprese: per un lavoro da appaltare oggi, tra 2 mesi (quando probabilmente il Decreto del MiTE sarà stato pubblicato) quale prezzario dovrò utilizzare per la verifica di congruità di questi “taluni beni” di cui ancora non conosciamo nulla?
Il rischio, anche qui molto concreto, è che si attenderà la pubblicazione di questo uleriore decreto prima di appaltare nuovi lavori ma, viste le scadenze imposte dal Governo, ciò significherà, purtroppo, che migliaia di cantieri potenziali non vedranno mai la luce,con le nefaste e purtroppo ovvie conseguenze immaginabili.
Nei prossimi giorni presenterò diversi atti parlamentari per sollecitare il governo ad accelerare nelle procedure burocratiche rivalutando anche la sua posizione, partendo dal principio di agevolare gli onesti cittadini e punire severamente chi non rispetta le regole o peggio frodi lo Stato gonfiando gli importi dei lavori.

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